Cure odontoiatriche ad anziani con demenza

Una bella intervista doppia, alla nostra Dottoressa Cristiana Bonfanti e al Dottor Mario Ghezzi, pubblicata sul numero 3/2020 di La Città:

come garantire l’accesso alle cure odontoiatriche anche a pazienti anziani affetti da demenza e con disturbi comportamentali?

Buona lettura!

Ne parliamo con la Dottoressa Cristiana Bonfanti, Responsabile della direzione socio-sanitaria della RSA Residenze del Sole di Cinisello Balsamo e con il Dottor Mario Ghezzi, medico odontoiatra da ventisei anni presso l’UOC di Odontoiatria dell’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano, referente per l’attività di cura delle persone colpite da demenza. Insieme, con il sostegno di Fondazione The Bridge, hanno attivato un innovativo percorso di cure all’interno della RSA Residenze del Sole, con l’obiettivo di farne un modello condiviso e riproducibile.

Dottoressa Bonfanti, come viene garantita la qualità della cura nella RSA Residenze del Sole?

La qualità della cura e la qualità della vita sono per noi due aspetti strettamente integrati.

In base ad un piano individualizzato garantiamo a ciascun ospite assistenza sanitaria, riabilitativa, attività di stimolazione cognitiva e relazionale, partecipazione alla vita sociale più ampia.

Proprio in questi giorni, ad esempio, abbiamo attivato una nuova iniziativa: i protocolli di sicurezza ci hanno purtroppo imposto di sospendere le visite in presenza dei familiari ma, sapendo quanto la relazione sia importante per i nostri anziani, abbiamo formato una decina volontari sulle corrette modalità di comunicazione a distanza; i volontari, coordinandosi con le attività degli educatori, stanno ora video-chiamando regolarmente i nostri ospiti, con l’obiettivo di far loro compagnia, di stimolarne le risorse cognitive e relazionali, di portare loro “un po’ di mondo”, garantendo il diritto alla Relazione.

Questa nostra attenzione alla qualità della vita ci spinge sempre verso la ricerca e l’innovazione, per questo abbiamo attivato con grande entusiasmo, con la preziosa collaborazione di un medico di grande esperienza ed umanità come il Dott. Mario Ghezzi, un progetto per fornire cure odontoiatriche adeguate agli ospiti della RSA affetti da demenza.

Dottor Ghezzi, ci può illustrare il progetto che state svolgendo presso la RSA Residenze del Sole?

Nell’ambito delle attività dell’UOC Odontoiatria per persone con deficit cognitivo è stato un passo naturale stabilire una collaborazione con una struttura, la RSA Residenze del Sole, che accoglie anche questi malati fragili e complessi, gli “invisibili” per la moderna odontoiatria, come testimonia un’ampia aneddotica raccolta in questi anni.

L’iniziativa prevede visite odontoiatriche ed interventi semplici in RSA (come estrazione semplice di denti mobili, impronte per riparazioni di protesi rimovibili) e per quelli più indaginosi si provvede presso l’UOC dell’Azienda Ospedaliera Sacco.

Fino ad oggi sono state effettuate visite a pazienti del nucleo Alzheimer e a quelli di altri nuclei che presentano deficit cognitivi (oltre ottanta tra prime visite e controlli successivi).

La cura odontoiatrica nelle persone con deficit cognitivi, soprattutto nei casi avanzati, non è facile,

necessita di buone doti di empatia, pazienza, preparazione, fantasia, soprattutto nel cercare una forma di comunicazione col malato, non tanto per uno scambio logico di informazioni ma per creare un clima di fiducia ed affidamento.

E’ stata fatta anche formazione al personale sanitario riguardo le patologie più comuni della bocca e sulle tecniche di igiene orale e delle protesi dentarie.

Quali sono, Dottor Ghezzi, i benefici di questo metodo per i pazienti anziani con demenza?

I benefici sono evidenti. Lo stato della bocca influisce sulla masticazione, sulla parola, su aspetti emozionali (sorridere, ridere, mostrare rabbia…), sui rapporti interpersonali, importanti in persone che già tendono a chiudersi in sé stesse; la qualità di vita viene condizionata negativamente quando le condizioni della bocca si aggravano.

La persona con demenza, con il progredire della malattia neurologica, infatti, perde l’autonomia, la capacità di occuparsi del proprio corpo e della bocca, di riferire stati d’animo, bisogni, dolore. Si sviluppano così carie, parodontopatia, mobilità e perdita di denti e delle protesi ad essi ancorate, che predispongono a malnutrizione, sofferenza ed isolamento.

Le cure odontoiatriche hanno l’obiettivo di mantenere il più a lungo possibile una condizione di salute e benessere orale con interventi mirati alla risoluzione dei problemi commisurando le cure al grado di compromissione neuro-cognitiva ed alla sua evoluzione.

Quali possono essere i futuri sviluppi del progetto?

“A partire dalla sperimentazione sui nostri ospiti affetti da demenza ci piacerebbe contribuire – ci spiega Cristiana Bonfanti – alla definizione di un modello di cure riproducibile e di un protocollo utilizzabile anche in altre realtà sanitarie e sociosanitarie lombarde”.

“Provvedere ad una visita odontoiatrica fin dall’ingresso dell’ospite in RSA – aggiunge il Dottor Ghezzi – in modo da intercettare precocemente eventuali problemi della bocca e risolverli; nel contempo motivare la persona, se ancora sufficientemente autonoma, all’igiene orale e delle protesi. Programmare successivi controlli a scadenza annuale ed intervenire tempestivamente in caso si manifestino problemi, sviluppando un programma di igiene orale professionale per la prevenzione e cura delle parodontopatie e delle malattie del cavo orale”.

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